Il gioco d’azzardo e gli anziani: Nessun problema

Il Gruppo Abele, l’Auser Nazionale e in collaborazione con Libera hanno condotto un’indagine sugli “Anziani e l’azzardo” con l’obiettivo di esplorare il comportamento di gioco tra la popolazione over 65 in quindici regioni italiane. Questi i risultati: il 56,6% dei giocatori è risultato “non problematico”, il 14,4% è risultato “a rischio”, mentre per il 16,4% il gioco d’azzardo sembra già rappresentare un problema che richiederebbe un intervento specialistico. Questa indagine promossa dall’Auser vuole essere assolutamente un intervento per colmare un vuoto di informazione generale in quanto effettuata da un’associazione che opera per seguire la “cultura dell’invecchiamento” e quindi può indagare e ben comprendere quali siano i comportamenti e le motivazioni che spingono le persone anziane -e quindi più sensibili- a giocare e quali siano sopratutto le conseguenze sia a livello economico che sociale: indubbiamente il gioco d’azzardo patologico ha ricadute umane e sociali a volte pesanti e quindi le persone anziane devono avere consapevolezza di come possa essere facile cadere nei rischi del gioco.

Questa indagine ha fatto emergere, qualora fosse ancora segreto, che il gioco ha raggiunto una capillarità “importante e rilevante” e ne conferma l’allargamento verso le persone tradizionalmente più indifese, appunto minori, anziani e donne. Da qui nasce il desiderio del Gruppo Abele e di Auser, organizzazioni che aggregano la popolazione, di informare dettagliatamente le categorie sensibili in modo che possano essere protette da eventuali “rischi”.. ed essere resi, quindi, consapevoli del disagio che sta…. entrando piano piano nelle loro vite.

I commenti sono chiusi.